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D. 02/12/2005 n. 153-impianto di sollevamento Biferno: dislivello geodetico medio di 121 m; 8 elettropompe ad asse verticale con potenza di 500Kw; 1 cabina di trasformazione da 5000 KVA; -impianti di telerilevamento, telecontrollo e telecomando. • Il volume totale annuo derivato da Ponte Liscione sarà pari a 14,47 Mm cubi/anno; • l'intervento è stato escluso dalla procedura di valutazione di impatto ambientale e sottoposto a screening ambientale, ai sensi dell'art. 9 della legge regionale n. 21/2000; il relativo parere favorevole è stato emesso dall'Assessorato all'ambiente, con determinazione dirigenziale del responsabile del Servizio conservazione della natura e valutazione di impatto ambientale n. 3 del 9 febbraio 2004; • la regione Molise ha espresso parere positivo, con prescrizioni, alla realizzazione dell'intervento, ai sensi dell'art. 151 del decreto legislativo n. 490/1999; • il Corpo forestale dello Stato - Coordinamento provinciale di Campobasso ha emesso nulla osta alla realizzazione dell'intervento, con nota prot. 7838 del 16 luglio 2003; • la Soprintendenza ai beni archeologici della regione Molise, con nota 12 gennaio 2004, ha espresso parere favorevole all'attraversamento dei suoli tratturali, subordinatamente ad alcune osservazioni e prescrizioni; • il presidente della regione Molise, con nota n. 222 del 9 gennaio 2004, sentiti i comuni interessati, ha espresso parere favorevole ai fini dell'intesa sulla localizzazione, ai sensi dell'art. 3 del decreto legislativo n. 190/2002; • in data 12 gennaio 2004 è stata effettuata la Conferenza di servizi, di cui all'art. 4 del decreto legislativo n. 190/2002; • gli enti gestori delle interferenze hanno rilasciato il nulla osta alla realizzazione dell'intervento; • il responsabile unico del procedimento, con nota n. 136 del 6 febbraio 2004, ha comunicato che il procedimento di dichiarazione di pubblica utilità, avviato in data 4 dicembre 2003, si è concluso con la scadenza dei termini di legge, senza osservazioni e opposizioni; • il CTAR, nella seduta del 28 gennaio 2004, ha espresso parere favorevole sul progetto definitivo dell'intervento per un importo di 77.470.000,00 euro, subordinatamente ad alcune prescrizioni; • il Direttore generale Reti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed il Commissario ad acta per la gestione attività ex Agensud del Ministero delle politiche agricole e forestali, in data 20 luglio 2005, hanno convenuto che: - l'intervento in argomento è coerente con l'attuale programmazione del Ministero delle politiche agricole e forestali; -in riguardo alle osservazioni già formulate dal Ministero delle politiche agricole e forestali, la regione Molise provvederà ad ottemperare all'esame degli approfondimenti tecnici necessari, in sede di progettazione esecutiva, con particolare riguardo all'ottenimento di possibili economie gestionali; - la regione Molise dovrà costituire un'adeguata struttura tecnico am- ministrativa di supporto al soggetto aggiudicatore per tutto l'iter procedurale; • il Ministero delle politiche agricole e forestali ha formulato una serie di prescrizioni, riportate nella nota n. 877 del 15 settembre 2005; -sotto l'aspetto attuativo: • che il soggetto aggiudicatore è individuato nel Consorzio Bonifica Integrale Larinese; • che, ai sensi della delibera n. 143/2002, al progetto in argomento è stato assegnato il CUP D57H04000080001; • che sono state predisposte dal Ministero delle infrastrutture e trasporti le prescrizioni di cui agli allegati 1 e 1-bis; -sotto l'aspetto finanziario: • che il costo complessivo dell'intervento proposto è di 77.470.000,00 euro (comprensivo di IVA); • che la scheda di sintesi del piano economico-finanziario, allegata alla relazione istruttoria del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, pur evidenziando per l'opera in argomento un «potenziale ritorno economico », rileva una scarsa redditività della gestione; 2. Delle considerazioni sui profili finanziari svolte dal Dipartimento politiche di sviluppo e coesione del Ministero dell'economia e delle finanze, il quale osserva che il Piano economico-finanziario appare incompleto; Delibera: 1. Approvazione progetto definitivo. 1.1 Ai sensi e per gli effetti degli articoli 4 e 16 del decreto legislativo n. 190/2002, nonchè ai sensi degli articoli 10 e 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 327/2001, come modificato dal decreto legislativo n. 302/2002, è approvato - con le prescrizioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - anche ai fini del riconoscimento della compatibilità ambientale dell'opera, dell'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio per i beni ricadenti nelle aree interessate e della dichiarazione di pubblica utilità, il progetto definitivo «irrigazione del Basso Molise con le acque dei fiumi Biferno e Fortore - 1° intervento». E' conseguentemente perfezionata, ad ogni fine urbanistico ed edilizio, l'intesa Stato-regione sulla localizzazione dell'opera stessa. 1.2 L'importo di 77.470.000,00 euro costituisce il limite di spesa dell'intervento da realizzare. 1.3 Le prescrizioni citate al punto 1.1, cui è subordinata l'approvazione del progetto, sono riportate negli allegati 1 e 1-bis, che formano parte integrante della presente delibera, e sono suddivise tra prescrizioni da attuare in sede di progettazione esecutiva e prescrizioni da attuare nella fase di realizzazione. 2. Clausole finali. 2.1 Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvederà ad assicurare, per conto di questo Comitato, la conservazione dei documenti attinenti al progetto definitivo dell'intervento «Irrigazione del Basso Molise con le acque dei fiumi Biferno e Fortore - 1° intervento», approvato con la presente delibera. 2.2 Il soggetto aggiudicatore provvederà, prima dell'inizio dei lavori, a fornire assicurazioni al predetto Ministero sull'avvenuto recepimento, nel progetto esecutivo, delle prescrizioni riportate nei menzionati allegati n. 1 e 1bis. La regione Molise dovrà costituire un'adeguata struttura tecnicoamministrativa, formata da rappresentanti della stessa regione, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministero delle politiche agricole e forestali, che dovrà fungere da supporto al soggetto aggiudicatore, per la puntuale verifica, in primis, dell'ottemperanza del progetto esecutivo alle osservazioni del Ministero delle politiche agricole e forestali e, successivamente, per assicurare il regolare svolgimento dell'iter procedurale relativo all'affidamento ed all'esecuzione delle opere. 2.3 Il predetto Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvederà a svolgere le attività di supporto intese a consentire a questo Comitato di espletare i compiti di vigilanza sulla realizzazione delle opere ad esso assegnati dalla normativa citata in premessa, tenendo conto delle indicazioni di cui alla delibera n. 63/2003 sopra richiamata. In particolare, relazionerà a questo Comitato sul recepimento nel progetto esecutivo delle prescrizioni formulate dal Ministero delle politiche agricole e forestali. 2.4 In relazione alle linee guida esposte nella citata nota del coordinatore del Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, il bando di gara per l'affidamento della progettazione esecutiva e della realizzazione dell'opera dovrà contenere una clausola che - fermo restando l'obbligo dell'appaltatore di comunicare alla stazione appaltante i dati relativi a tutti i subcontratti, stabilito dall'art. 18, comma 12 della legge 19 marzo 1990 n. 55, e successive modifiche ed integrazioni - ponga adempimenti ulteriori rispetto alle prescrizioni di cui all'art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998 n. 252, e intesi a rendere più stringenti le verifiche antimafia, prevedendo - tra l'altro - l'acquisizione delle informazioni antimafia anche nei confronti degli eventuali subappaltatori e sub-affidatari, indipendentemente dai limiti d'importo fissati dal citato decreto del Presidente della Repubblica n. 252/1998, nonchè forme di monitoraggio durante la realizzazione degli stessi: i contenuti di detta clausola sono specificati nell'allegato 2, che del pari forma parte integrante della presente delibera. 2.5 Il CUP D57H0400008000 assegnato al progetto in argomento, ai sensi della delibera n. 24/2004, dovrà essere evidenziato in tutta la documentazione amministrativa e contabile riguardante l'intervento in esame. Roma, 02/12/2005 Il Presidente: Tremonti Il segretario del CIPE: Molgora Registrato alla Corte dei conti il 3 luglio 2006 Ufficio di controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 4 Economia e finanze, foglio n. 322 ALLEGATO 1 Prescrizioni 1. Generali. In sede di redazione del progetto esecutivo: dovrà essere approfondito l'aspetto inerente la sottensione che di fatto l'impianto opera su derivazioni in atto per scopi irriguo-industriali ed idroelettrici e ne andrà quantizzato l'indennizzo da corrispondere ai legittimi titolari di concessione, in accordo alla normativa vigente; l'importo «Spese generali» pari a Euro 5.820.461,40 previsto nel quadro economico del progetto definitivo dovrà intendersi quale limite massimo di spesa. Il responsabile del procedimento dovrà aggiornare l'importo previsto, motivandolo mediante la produzione di vari preventivi di spesa, spettanti alle varie figure professionali che concorreranno alla realizzazione dell'opera. La previsione aggiornata sarà inviata per approvazione al C.T.A.R.; gli importi IVA, complessivamente pari a Euro 12.249.653,71 dovranno intendersi quale limite massimo e gli importi finali saranno determinati, in sede di gara, relativamente alle aliquote vigenti per le varie tipologie delle voci di spesa. -Nella fase di esercizio: l'utilizzo per fini diversi da quelli inerenti l'irrigazione dei comprensori del Basso Molise dai fiumi Biferno e Fortore dovrà essere sottoposta all'attenzione degli Organi istituzionali regionali del Molise. 2. Ambientali. -In sede di redazione del progetto esecutivo: nell'area del comune di Larino, la sistemazione esterna dell'impianto di sollevamento, verrà progettata con una riduzione dei muri di sostegno, e la modellazione del territorio circostante verrà effettuata, con i rilevati che si renderanno necessari, in modo da riprodurre le morfologie del luogo; nell'area dei comuni di Larino, di San Martino in Pensilis, di Ururi, di Rotello, di Santa Croce di Magliano, dovrà porsi particolare impegno e cura nella ricostituzione dell'attuale situazione morfologica e agronomicoforestale delle aree interessate dai lavori con particolare riguardo ai ripristino della vegetazione spondale dei corsi d'acqua, del manto erboso del tratturo e della rete sentieristica attraversata; nell'area dei comuni di Ururi, di Rotello e di Santa Croce di Magliano, dovranno essere effettuati adeguati studi, che propongano anche la va- lorizzazione ambientale e la fruizione turistico-ricreativa delle aree, al fine di limitare la percezione delle vasche esclusivamente come opere tecnologiche; nell'area del comune di Santa Croce di Magliano, dovrà essere posto particolare impegno e cura alle aree indicate dal Piano paesistico; nell'area dei progetto esistono zone che possono rivestire interesse archeologico, in particolare in località Piano Palazzo in agro Rotello, in località Melanico in agro Santa Croce di Magliano e in località Colle Pizzuto in agro Larino. La Soprintendenza per i beni archeologici del Molise eserciterà sorveglianza continua durante la realizzazione dei lavori e sarà autorizzata a richiedere saggi preventivi; gli effetti presunti sulle componenti della flora e della fauna degli habitat attraversati, oltre che temporanei e solo localmente di qualche entità, andranno opportunamente mitigati in fase di progettazione esecutiva; -In fase di realizzazione delle opere: per i lavori previsti in fase di cantiere che interessano superfici ricadenti all'interno di aree SIC, e gli habitat di cui alla direttiva 92/43/CEE, si adotti una pista di accesso ristretta ed aree di lavoro dimensionate allo scopo di risparmiare l'uso di tali superfici. Si eviti la formazione di piazzole di stoccaggio e di deposito di materiale e si provveda ad eseguire i lavori per lotti di modesta entità in modo da proseguire rapidamente sia i lavori che le operazioni di ripristino previste a seguire e nel più breve tempo possibile; per le opere da realizzare in aree che ricadono all'interno dei SIC e che interessano, anche solo marginalmente, un habitat prioritario, in ragione di rapporti di prossimità o di rapporti ecologici, si proceda alle lavorazioni utilizzando una tempistica elaborata per recare il minor disturbo possibile; si provveda ad eseguire i lavori per lotti di modesta entità in modo da proseguire rapidamente sia i lavori che le operazioni di ripristino previste a seguire e nel più breve tempo possibile; durante i movimenti di terra, i getti di CLS e le lavorazioni nei pressi di ricettori sensibili, così come nelle pertinenze idrauliche, dovranno essere predisposti accorgimenti tali da non provocare alterazioni dei luoghi; dovranno essere adottati idonei sistemi di deviazione delle acque in modo da evitare che il naturale deflusso sia vettore verso valle del materiale rimaneggiato, dei rilasci di materiale o di malte cementizie o di altri eventuali inquinanti presenti per necessità di lavoro in quei luoghi. Resta inteso il divieto di utilizzare le superfici in alveo e le pertinenze immediatamente prossime all'alveo per gli accantonamenti di materiali che possano alterare lo stato originario delle acque di quei luoghi; prima dell'inizio di lavori dovrà essere elaborato in accordo con le competenti autorità (ARPA, Corpo forestale dello Stato, ...) un progetto complessivo di monitoraggio, ricerca e gestione di durata almeno quinquennale per la verifica evolutiva dei sistemi derivanti dagli interventi di ripristino relativi: alla evoluzione dei suoli allo sviluppo della vegetazione ed alla dinamica evolutiva degli stadi delle serie di vegetazione, ai dinamismi faunistici per gruppi significativi della specie prioritaria di cui è segnalata la presenza; in corrispondenza dei ricettori sensibili siano allestite idonee barriere provvisionali per limitare la propagazione di polveri, acque dilavanti, rumori; sia assicurata la regimazione delle acque superficiali in modo tale che le acque provenienti dalle aree a monte del cantiere non dilavino le aree di lavorazione stoccaggio e/o deposito materiale; nei tratti che interessano habitat umidi si dovranno adottare opportuni metodi di scavo e riempimento che assicurino la conservazione delle condizioni di idromorfia dei terreni anche utilizzando opportune opere di impermeabilizzazione del terreno. |
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